Fin da molto piccola segue suo padre, Mario Maldesi, nel suo lavoro (Maestro indiscusso della post-sincronizzazione e del doppiaggio cinematografico, teorico e rivoluzionario della parola nel cinema durante il neorealismo, braccio destro dei più grandi registi Italiani e stranieri; www.mariomaldesi.it) che le consente di vivere in strettissimo contatto con il mondo del teatro e del cinema.

Comincia presto a recitare, tanto sui palcoscenici quanto in sala di doppiaggio prendendo prestando la sua voce fin da bambina in numerosi film. Coltiva col tempo un interesse e un attenzione estrema verso la struttura portante delle opere che incontra, lo scheletro della scrittura. Scrive e riceve numerosi premi e riconoscimenti durante gli anni e varie pubblicazioni.

Comincia quindi a lavorare come dialoghista e adattatrice cinematografica mettendo la sua firma sotto le versioni italiane di film quali: “L’estate di Kikugiro” di Takeshi Kitano, “Una storia vera” di David Linch, “La tigre e il dragone” di Ang Lee, “Regole d’onore” e “The Hunted”, di Wiliam Friedkin, “Eyes wide shut” di S Kubrick, l’ultimo film terminato dopo la morte del regista e altri…

Gli anni in cui si occupa di far parlare il cinema in Italiano sono fondamentali per tutta una serie di riflessioni legate allo studio del linguaggio, delle sue potenzialità, all’esplorazione del personaggio e delle connessioni mentali culturali e biologiche che il linguaggio plasma e condiziona, con particolare attenzione alle differenze culturali e strutturali tra oriente e occidente.

Studia pianoforte e composizione in conservatorio fino all’ottavo anno. Si distacca poi dall’ambiente classico attratta sempre più da ambiti di sperimentazione e ricerca e la musica diventa a quel punto componente importante del proprio lavoro teatrale.

Contemporaneamente si specializza in studi etnomusicologici durante il suo percorso universitario in Etnologia, Antropologia Culturale e Storia delle Religioni, attratta e affascinata profondamente dal valore sacro e rituale attribuito alla musica di tradizione orale, sciamanica, e al potere creativo e curativo del “suono”, a tale percorso si affianca un profondo lavoro sulla “voce”, e sulla scoperta della “voce interiore” di ognuno come mezzo di scoperta del sé, di guarigione, di trasformazione.

Continua a dedicarsi al teatro come attrice, alla scrittura teatrale e soprattutto alla regia. Prende parte (come regista, come attrice o come musicista) alla realizzazione di svariati spettacoli ed eventi sul territorio nazionale. Riceve l’incarico di ideatrice e curatrice di eventi teatrali e culturali per diversi Comuni, Istituzioni e Accademie in svariate occasioni.

Nel 2003 è rifondatrice e direttrice artistica dell’International Festival of Performing Arts “Arezzo Festival”. Fonda nel 2003 l’ass. Teatrale “Il Guazzabuglio” con la quale porta avanti numerose produzioni e esperienze anche nell’ambito del Teatro di Strada e di un Teatro Ragazzi onirico e filosofico.

– Laureata Filosofia della Comunicazione poi, 110 e lode, con una tesi dal titolo “Ai margini dell’evoluzione: spunti riflessivi sul corpo tra biologia e tecnologia”.

– Nel 2005 istituisce il gruppo di ricerca e produzione teatrale Dulcamarateatro. www.dulcamarateatro.it – Tutta la ricerca di Valentina Cidda è volta verso una radice comune, una “povertà” che è nudità estrema, vibrante e vera da raggiungere attraverso il dissipamento di ogni abbondanza formale, una cruda ricerca e contatto con l’immutabilità “strutturale”, semplice e commovente, dell’anima umana

Dulcamarateatro è presente in vari festival e teatri dal 2006 con performance, istallazioni, video e spettacoli. Nell’estate del 2007 Valentina Cidda inaugura la rassegna di Teatro Off “I Giardini Segreti” all’interno del festival internazionale Mercantia a Certaldo dove debutta con tre performance e due istallazioni che segnano un momento importante per la definizione sempre più chiara e precisa dell’identità estetica e filosofica del suo lavoro.

Nel 2006 inaugura il Centro Il Garage – di cui assume la direzione artistica – centro di studio e ricerca cinematografica, teatrale e musicale che ospita annualmente workshop di artisti di fama internazionale oltre a performance, cineforum e concerti. Tutte le proposte del Centro Il Garage ruotano intorno a realtà più o meno fuori dal “sistema”, realtà alternative, musica indie, sperimentazione ecc.

Ancora nel 2006 aderisce alla fondazione della band indie-pop Kiddycar. (1° disco: Seahorse Recordings/Goodfellas – Italia – Xtal Records / Tokyo – Phenix Records / 2° disco: Svizzera / Rai trade / Italia – Rough Trade – Germania / Benelux + Un vinile in edizione limitata How this world resounds Fridge Records/Goodfellas, realizzato insieme a l’artista austriaco Christian Rainer, stretto collaboratore in svariate occasioni, – autore tra l’altro della colonna sonora del film Miele, esordio alla regia di Valeria Golino).

Stimata e apprezzata da pubblico e critica nel panorama indipendente Italiano, oltre ad aver presenziato con i propri spettacoli live in rappresentanza dell’Italia in numerose situazioni all’estero, tra cui l’Istituto di Cultura Italiana di Bucarest.

Valentina Cidda è di fatto la “voce” della band.

Nel 2008 diventa conduttrice radiofonica di Radio Rai. Conduce per un anno il buongiorno di Radio 1 – La Trasmissione “Music Club” – Un viaggio nella storia della musica e nelle contaminazioni tra la musica e la società, la musica e la storia, la musica e il costume, sempre su Radio 1.

A settembre del 2009 passa a Radio 2 dove è autrice e conduttrice della trasmissione “Effetto Notte”, programma dedicato al cinema e alla musica, in onda dal lunedì al venerdì da mezzanotte alle due.

Nel 2010 Valentina Cidda è tornata al cinema per una doppia nuova via, quella di attrice e autrice di colonne sonore insieme. Interpreta infatti il ruolo di Maria, madre della giovane protagonista Gessica nel corto in 3D “Victims” di Anne Riitta Ciccone, la prima regista italiana che si sta lanciando nel 3D e che girerà prossimamente il lungometraggio tridimensionale dal titolo I’M, di cui “victIMs” è un primo step e nel quale Valentina Cidda manterrà lo stesso ruolo.

Il cortometraggio è stato presentato al Festival Internazionale del Film di Roma – nella sezione Extra, l’1 novembre 2010.

Anne-Riitta Ciccone ha scelto la sfida di misurarsi con le nuove tecnologie per raccontare il mondo di Eviljessica, una strana “lolita gotica” già fenomeno di culto nella rete; un giorno l’ha conosciuta via web nascosta dietro il suo nickname, scoprendo così un misterioso essere virtuale, tramisgrante, che non si fa mai vedere, e che lascia dietro di sé tracce che vengono seguite dai suoi numerosi fan. Le dà un nome: “Jessica” e la fa diventare protagonista del corto “victIMs”, ma anche del lungo in 3D “I’M”, di prossima realizzazione. La Ciccone ha coinvolto grandi nomi del cinema come il direttore della fotografia Pasquale Mari, lo scenografo Maurizio Sabatini e il mago degli effetti visivi David Bush.

Valentina Cidda è inoltre, assieme ai Kiddycar, autrice della colonna sonora del corto e lo sarà anche del lungometraggio “I’M”, produzione internazionale, Italia/Francia/Finlandia, di prossima realizzazione.

Nel 2013 fonda C.S.A.I. – CENTRO STUDI DI ARTI INTEGRATE. www.artintegrate.it, Centro formativo sull’arte scenica, attraverso workshop intensivi e laboratori permanenti che abbraccia varie città italiane con la collaborazione di maestri quali Danio Manfredini, Raffaella Giordano, Giorgio Rossi, Kritin Linklater; Alessandro Fabrizi, Cecar Brie etc…

Da anni fa dell’insegnamento un perno fondamentale della sua vita credendo nella formazione come atto sacro che, se svolto in modo autentico e con il giusto amore e la giusta presenza, apre le porte di tutto il possibile. Conduce negli anni laboratori formativi, (oltre che in ambiti indipendenti e in libera organizzazione), nelle scuole, dalle elementari ai licei, nei centri di accoglienza immigrati, nelle case famiglia, nelle carceri, nei reparti di psichiatria etc.

Valentina Cidda porta avanti negli anni una propria ricerca personale sul lavoro dell’attore in quanto, prima di tutto, UMANO in azione, definendo un proprio metodo pedagogico teorico e pratico che non si limita all’ambito teatrale, ma si espande ad un ampio spazio di crescita e lavoro sul sé e sul “mondo”, consapevolezza e scoperta, gioco e percorso spirituale.